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Fà la cosa giusta!

ISF-MI sarà presente alla fiera con:
TRADUZIONI MIGRANTI
Settore Pace e Partecipazione, PP48:
venerdì 15 dalle 17 alle 18.30; sabato 16 e domenica 17 dalle 11 alle 12.30.

Un happening tra il virtuale e il reale, alla ricerca di significati condivisi

Si parla di migrazioni. Ci sono parole, tra e sopra le righe, che definiscono protagonisti, temi e tempi di questi processi; ci sono tematiche note, ma - forse - non universalmente riconosciute. Ci sono tipi, poi, e stereotipi, anche, che ciascuno definisce a propria maniera. Si può trovare il modo per giungere ad un puzzle di questi mondi e significati? Si può riuscire a tradurne alcune ‘parole chiave’, rispettando le diverse sfumature che - a torto o ragione - ciascuno attribuisce loro? Forse sì, giocando con i contenuti, coinvolgendo direttamente persone, abitanti, cittadini, facendo dire a ciascuno, senza definire a priori.

Come? Con un happening specificamente dedicato.

Perché? Per ricercare e creare un ‘vocabolario’ artistico di significati, condivisi.

 

A “Fa’ la cosa giusta”, Sviluppo Senza Frontiere realizza TRADUZIONI MIGRANTI, un progetto artistico partecipato, pensato e condotto dalla public artist Giuditta Nelli, un info-point al contrario, dove vengono chieste - e non date - informazioni.
Link all'evento.

 

Come vengono percepiti i fenomeni migratori? L’emigrazione viene vista come processo positivo e generativo, oppure viene percepita negativamente? Il valore del migrante è (ri)conosciuto? Le parole che girano attorno a migrazione, cooperazione, cittadinanza sono note a tutti, comprese e definite? Durante la fiera, da una postazione internet allestita nello stand di Sviluppo Senza Frontiere, l’artista - in collegamento Skype dal Senegal - chiede ai visitatori di fornire la definizione di alcune parole, quali, per esempio: sviluppo, migrazione, cooperazione, appartenenza, casa, pregiudizio.

A propria volta, l’artista risponde alla definizione di altre parole, scelte dai partecipanti. Lo scambio di significati dura al massimo 5 minuti, viene registrato, in audio e video, e - poi - editato in forma di breve spot. Il ‘gioco’, arricchito da altri interventi e strumenti, consiste nel fare uscire più contenuti possibili, usando l’espediente della traduzione.

 

(Giuditta Nelli per Sviluppo Senza Frontiere)

 

 
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