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Un buco nell’acqua per iniziare PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Marzo 2011 00:00

Un intervento, quello di Isf-Mi, che, a partire da un’accurata analisi delle acque e dei terreni, si svolge dal 2005 all’insegna di buone prassi e di un alto tasso di coinvolgimento della gente del posto. «Per la realizzazione dei pozzi e degli impianti abbiamo puntato innanzitutto su “tecnologie a filiera corta”, cioè che riducessero la necessità di riparazioni e di approvvigionamento dei pezzi di ricambio attraverso processi di escavazione attuati con ferro di recupero e legno; inoltre abbiamo voluto sfruttare il più possibile le competenze del luogo, ovvero i docenti della scuola di meccanica e dell’istituto tecnico. Così abbiamo allestito 9 pozzi per circa 15 mila abitanti e costituito un Comitato di gestione e manutenzione (anche per poter ridurre le nostre visite periodiche sul posto), formando dei tecnici e organizzando ogni comitato con 8-9 persone ciascuno (un presidente, un tesoriere, un guardiano del pozzo)».

intervista pubblicata su Valori, mensile di Economia sociale, finanza etica e sostenibilità, promosso da Banca Etica

Anno 11 N.87 | Marzo 2011 | pag. 63 | download

 
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